CHIRURGIA DEL PIEDE
Descrizione:
L’unità offre a tutta la clientela le competenze specialistiche nell’ambito della patologia del piede, della ortopedia sportiva, dello studio biomeccanico e della postura.
L’unità è diretta dal Prof. Paolo Ronconi
Attività
L”unità del Piede della Clinica Villa Margherita tratta tutta la patologia Ortopedica congenita ed acquisita e tutta la traumatologia del Piede in età pediatrica– adolescenziale, dell’adulto e dello sportivo.
Il Prof. Ronconi e la Sua Equipe si avvalgono dei più moderni ausili tecnologici per valutare le cause e per la cura delle seguenti patologie:
• ALLUCE VALGO
• ALLUCE RIGIDO
• NEUROMA DI MORTON
• DITA IN GRIFFE
• QUINTO DITO VARO
• METATARSALGIA
• OCCHIO DI PERNICE
• UNGHIA INCARNITA
• TENDINOPATIE
• FASCITI PLANTARI
• SPERONE CALCANEARE
L’attività chirurgica è organizzata prevalentemente in day surgery o in trattamenti ambulatoriali, in un piccolo numero di casi in ricoveri ordinari di pochi giorni.
L’unità si avvale di tecniche innovative come le infiltrazioni di fattori di crescita (gel piastrinico) e trapianti cartilaginei per la cura di patologie tendinee e cartilaginee
Le tecniche artroscopiche e endoscopiche nel piede, eseguite sia a scopo diagnostico che a scopo terapeutico, permettono un rapido recupero funzionale. Le principali indicazioni sono:
• LESIONI CARTILAGINEE DELLA CAVIGLIA
• NEUROMA DI MORTON
• FASCITE PLANTARE
• ENDOSCOPIA ARTICOLAZIONE ALLUCE
I SETTORI DI ATTIVITÀ DEL CENTRO DI CHIRURGIA DEL PIEDE
Il Piede in età pediatrica - adolescenziale
L’unità del Piede di Villa Margherita prende in cura le patologie del piede sia in età pediatrica che adolescenziale. Vengono trattate tutte le patologie: dal piede torto congenito, al piede piatto, al piede neurologico, al piede cavo.
Le metodiche utilizzate sono sia di tipo tradizionale (sintesi interna con viti e barrette riassorbibili) e utilizzo di protesi tarsali per il trattamento del piede piatto grave, sia mediante la fissazione esterna che permette di ottenere correzioni stabili senza artrodesi o mediante artrodesi finale dopo il raggiungimento della correzione prefissata.
Vengono inoltre trattate le sindattilie e le polidattilie con tecniche di chirurgia plastica.
Il Piede dell’adulto
I piedi sono la struttura anatomica più importante nel mantenimento del corpo in posizione eretta intervenendo nel movimento e nell'equilibrio posturale. Questo rende il piede particolarmente vulnerabile e quindi soggetto a patologie quali:
• PIEDE PIATTO CONTRATTO
• PATOLOGIA DEL TIBIALE POSTERIORE
• TENDINOPATIE ACHILLEE
• SPINE CALCANEARI
• FASCITI PLANTARI
• DEFORMITA’ DELL’ALLUCE
• NEUROMA DI MORTON
• NEUROPATIE PERIFERICHE
Il Piede dello Sportivo
Il Centro del Piede di Villa Margherita tratta con particolare attenzione anche le patologie a carico del piede nel mondo dello sport: ci sono sport dove la situazione di contatto fisico o contrasto genera spesso traumi diretti che sono causa di danni alle strutture; altri sport che prevedono ripetuti cambi di direzione sollecitano vivamente l'articolazione tibiotarsica e infine sport con un gesto tecnico ripetuto che possono generare continuamente microtraumi che nel tempo si trasformano in danni evidenti.
Le fratture del piede dello sportivo:
Con il termine frattura si intente una soluzione di continuità dell'osso. Le fratture da trauma diretto possono coinvolgere tutti i settori ossei del piede e possono essere causate da una forza traumatica direttamente esercitata sull'osso con danni anche ai tessuti molli e forze traumatiche indirette esercitate sull'osso che provocano meno danni ai tessuti molli. Le fratture classificate da “stress” sono invece localizzate in porzioni scheletriche ben precise coma la tibia e l' avampiede soprattutto a livello metatarsale. Alcuni sport che sollecitano ripetutamente il piede provocano dei microtraumi che protratti nel tempo portano al collasso funzionale di alcune ossa. Si calcola che oramai, questo tipo di fratture, ricoprano una percentuale abbastanza rilevante anche se una loro pronta valutazione non è del tutto semplice. I sintomi possono essere inizialmente intermittenti con miglioramenti notevoli in situazioni di riposo. Una semplice RX non può dare alcuna indicazione concreta fino a quando l'osso non cede totalmente.
PANORAMICA GENERALE DELLE FRATTURE:
Fratture malleolari: sono quelle che riguardano la parte distale della tibia e del perone, cioè le parti che formano la pinza che si articola con l'astragalo. Spesso derivano da una brutta distorsione o da un trauma diretto (frequente tra i motociclisti), la frattura a livello del perone è molto più frequente a causa della sua conformazione anatomica. La frattura coinvolge spesso la capsula e i legamenti dell'articolazione tibio-tarsica. Se la frattura è composta il trattamento è conservativo cioè fasciatura compressiva e tutore, in quelle scomposte l'intervento chirurgico è richiesto per ridurre il danno con placche e viti.
Frattura Astragalo è un osso che ha caratteristica principale di essere vascolarizzato poco (come lo scafoide della mano). Questa poca vascolarizzazione è un limite per la rigenerazione dell'osso che riceve poco nutrimento e che quindi rischia di andare in necrosi nel post trauma. Sono fratture dovute a traumi ad alta energia.
Frattura Calcagno è un osso indispensabile per il carico che sopporta e nella distribuzione della forze al suolo. Una sua frattura è difficile da trattare per questa causa. Le fratture derivano quasi sempre da cadute dall'alto che possono portare anche a fratture vertebrali lombari, giusto per far capire l'energia dell'impatto. Nelle fratture composte il trattamento è conservativo con gesso per 40 giorni con carico nullo. Nei casi di scomposizione si interviene con la chirurgia per ricostruire il segmento osseo.
Fratture Metatarso le 5 ossa metatarsali possono andare incontro a frattura sia per trauma diretto che per frattura da stress. Visto il rigido ancoraggio legamentoso le fratture sono spesso composte e quindi il trattamento è conservativo con bendaggio e immobilizzazione con gesso per 30 giorni. Quelle scomposte sono trattate chirurgicamente. Il 5° metatarso forse perché è anche il più sottile dei cinque e perché riceve una grande forza di carico è spesso soggetto a fratture da stress. Gli atleti professionisti sono sempre operati e il periodo medio di recupero va dalle 12 alle 18 settimane.
Fratture Falangi: sono le fratture dell'avampiede più comuni spesso derivate da trauma diretto. La più colpita è la falange prossimale che si frattura in modo composto, in questo caso basta l'applicazione di un tape che fissa il dito rotto a quello vicino sano.
LESIONI TENDINEE E DELLE CARTILAGINI
Lesioni del Tendine di Achille : relativamente frequente negli sportivi che praticano sport d’impatto. Il trattamento è chirurgico con tecniche innovative , senza gesso e con carico parziale dopo 20 giorni e FKT.
Lesioni Tendinee della Caviglia: sono abbastanza rare come la rottura sottocutanea del tibiale anteriore. Il trattamento sarà chirurgico seguito da riposo per 4 settimane e fisioterapia .
Ricostruzione del complesso legamentoso laterale della caviglia: a seconda della gravità si procede a trattamenti conservativi , senza gesso a trattamenti chirurgici che permettono il carico parziale dopo 20 giorni a cui seguirà un ciclo di FKT.
Trattamento chirurgico delle lesioni del tendine tibiale posteriore: Condizione patologica molto complessa legata alla presenza di un piede piatto. Esistono 4 differenti tipi di lesioni che verranno trattati da quello conservativo ( plantari e FKT ed infiltrazioni di gel piastrinico) a quello chirurgico utilizzando tecniche differenti in rapporto alla lesione. In tutti i casi sarà necessario una RDX ed una RNM per valutare il livello di patologia.
Sublussazione dei tendini peronei: Presenti in particolari sport come nella danza possono dare importanti problemi di stabilità al piede e devono essere trattati sempre chirurgicamente per stabilizzare la caviglia. La clinica ed una RNM determinerà il loro trattamento.
Lesioni condrali della tibio tarsica: Vengono trattate a secondo della gravità osteocondrale .Si passerà ai trattamenti conservativi FKT alle infiltrazioni con nuove sostanze (acido ialuronico ad alto peso molecolare ai nuovi trattamenti con polimeri) ai trapianti cartilaginei (a mosaico, autologi eterologhi) eseguiti in artroscopia fino ad arrivare alla protesizzazione della caviglia utilizzando i nuovi impianti di terza generazione a tre componenti. Nei casi gravissimi sarà necessario bloccare la caviglia (artrodesi). Importante studiare la componente degenerativa con RNM e TAC per eseguire il trattamento più idoneo e mirato.
Artropatie infiammatorie: Sono migliaia le persone che soffrono di artralgie infiammatorie agli arti inferiori e superiori ( Mani e piedi ).
Importante valutare il tipo di patologia: artrosi o artrite . Solo attraverso studi incrociati spesso eseguiti in collaborazione con il reumatologo potranno portare ad una diagnosi esatta e quindi ad un trattamento mirato .
Ricordiamo che oggi le malattie reumatiche auto immuni attraverso trattamenti combinati terapeutici può essere combattuta efficacemente , evitando le tanto temute deformità delle mani e dei piedi. Saranno i sanitari a guidare il paziente alla cura più ottimale.
Il Piede Diabetico:
Ormai da molti anni i progressi nella cura della malattia diabetica hanno portato ad un allungamento dell’aspettativa di vita dei diabetici che ormai non differisce sostanzialmente dall’aspettativa di vita della popolazione non diabetica.
I problemi principali oggi per i diabetici non sono più quelli legati alla sopravvivenza ma quelli legati alle complicanze croniche del diabete; sia microangiopatiche, cioè dei piccoli vasi arteriosi (retinopatia, nefropatia, neuropatia), sia macroangiopatiche, cioè dei grossi vasi arteriosi (cardiopatia ischemica, arteriopatia degli arti inferiori, arteriopatia dei tronchi sopraortici).
Tra le complicanze del diabete un ruolo sempre più rilevante è assunto da quella che va sotto il nome di "piede diabetico"; questa è in assoluto la complicanza che comporta il maggior numero di ricoveri ospedalieri e per la quale i costi risultano ingenti.
Se si pensa alle previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha stimato in oltre 300 milioni il numero di diabetici nel 2025 rispetto ai 120 milioni calcolati nel 1996 si può facilmente immaginare quale dimensione assuma questo problema: stime di questa patologia dicono infatti che circa il 15% dei diabetici andrà incontro nella vita a un’ulcera del piede che richiederà cure mediche.
L’Unità tratta sia il Piede Neuropatico, il Piede di Charcot, il Piede Ischemico, il Piede Infetto.
Oltre alle riparazioni tissutali la chirurgia del piede diabetico è una terapia frequentemente necessaria.
Quando la prevenzione non è sufficiente a impedire che si instauri una lesione e la cura della lesione iniziale non è sufficiente a condurre a guarigione, si rende necessario un intervento chirurgico per risolvere il problema.
La chirurgia può essere utilizzata in due quadri clinici molto diversi tra loro:
- 1. la chirurgia demolitiva
- 2. la chirurgia correttiva
- la chirurgia preventiva
La chirurgia demolitiva ha l’obiettivo di eliminare una parte malata o non vitale del piede.
La chirurgia correttiva ha lo scopo di eliminare alcune deformità che sono ad alto rischio di ulcera o che non ne permettono la guarigione.
La chirurgia preventiva si propone di prevenire complicanze che portano a patologie gravi quali le ulcere. Vengono utilizzate tecniche endoscopiche indirizzate a migliorare la sensibilità che spesso causa sovraccarichi funzionali. Si utilizzano tecniche endoscopiche anche nel piede urente diabetico con buoni risultati postoperatori ed a distanza.
L’Unità offre la possibilità di realizzare protesi e sussidi avvalendosi delle migliori tecnologie per la costruzione tra cui i sistemi Cad Cam e calzature fisiologiche per migliorare il “ Confort “ del paziente.
I nostri medici:
| Prof. Paolo Ronconi |




